Archivio mensile:marzo 2017

Libri/74 Il sogno americano che si sgretola

Il debutto italiano di Nickolas Butler era un invito alla lettura, almeno per il sottoscritto, perché “Shotgun lovesongs” nasceva come un libro che raccontava (anche) Bon Iver. E per capire il Bon Iver di “Emma forever ago”, il suo primo disco, bisognava anche capire da dove il signor Justin Vernon arrivasse. E, guarda caso, il (fu) Justin Vernon ora Bon Iver è nato a Eau Claire, Wisconsin. Lo stesso paese di Nickolas Butler. Diciamo, quindi che il suo primo libro, così autobiografico, poteva essere scritto anche di getto. Ma non è detto che raccontare ciò che si conosce meglio per finire poi col raccontarsi sia così facile. Comunque Butler mostrava una naturalezza davvero sorprendente. In questo secondo libro, “Il cuore degli uomini” (edito in Italia sempre da Marsilio) riesce a declinare dal Wisconsin, la sua terra, tre generazioni in un arco di tempo fondamentale per capire gli Stati Uniti, il sogno americano che si forma e che si disintegra, forse per sempre, e la ricerca di determinati valori che possono sembrare pure secolari, come il coraggio appunto, ma non è detto che appartengano a tutti.
Questa è la recensione su “Il cuore degli uomini” uscita lo scorso 19 febbraio sul settimanale di Quotidiano Nazionale (il Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno) “Il piacere della lettura”.

Come si distingue il
coraggio dalla codardia?
Il capo scout
Nelson, ormai cinquantenne,
lo spiega
a Trevor, il figlio
dell’amico Jonathan.
«Gli eroi vengono sempre guidati
dal cuore; i codardi dal cervello.
Gli eroi non fanno calcoli, non ponderano.
Fanno quello che è giusto».
Siamo alla fine degli anni Novanta e
i tre si ritrovano a Chippewa, nel Wisconsin,
lo stesso campo scout ove si
erano conosciuti trentacinque anni
prima Nelson e Jonathan. Allora Nelson
veniva chiamato, in tono sprezzante,
il “trombettiere”. Era quello
che anni dopo avrebbero definito un
nerd: occhialuto e secchione, dedito
maniacalmente alla collezione di figurine
di giocatori di baseball. E Jonathan
era l’unico compagno con
cui aveva un minimo di dialogo, il solo
che era andato alla sua festa di
compleanno. Già allora Nelson dimostrò
di aver coraggio e già da allora
si sarebbe capito che Jonathan sarebbe
diventato ricco: uno che col denaro
sapeva giocarci sopra, scommettere
per poi guadagnarci, riuscendo
a ottenere tutto quello che avrebbe
voluto. Due facce della medaglia di
quell’American Dream, sognato, bistrattato,
violentato che pervade l’ultimo
romanzo di Nickolas Butler.
IL PUBBLICO italiano ha conosciuto
Nickolas Butler con “Shotgun
lovesongs”, uscito due anni fa per
Marsilio. Ora torna con questo romanzo
“Il cuore degli uomini”(in Italia
uscirà sempre per Marsilio il prossimo
23 febbraio) che prova a raccontare
l’America dal Wisconsin, la sua
terra. Per l’esattezza da Eau Clair, il
paesino in cui ha passato tutta la sua
vita, dove a 10 anni ha conosciuto
sua moglie che ha poi sposato e con
cui ha fatto due figli. Perché il Wisconsin
rimane comunque un ottimo
punto d’osservazione degli Stati
Uniti. «Nessuno ci vivrebbe – ha detto
più volte Butler – nel paese dove
sono nato e cresciuto. Inverni gelidi,
pieni di neve». Il suo ex compagno di
liceo, Bon Iver, ora folksinger venerato
e adorato in tutto il mondo (cui si
ispira uno dei personaggi del debutto
letterario di Butler) ci è tornato
per registrare il suo primo disco che
ha incantato (perfino) Peter Gabriel.
Lo stesso Wisconsin che in pochi si
sono sognati di raccontare prima
dell’ultimo voto americano, salvo
poi tornarci sopra, quando Donald
Trump ha vinto le elezioni, disattendendo
tutte le previsioni e le analisi
della vigilia.
IN QUEL Wisconsin lì, nell’ultimo
romanzo di Butler, s’intrecciano
bene tre generazioni che rappresentano
i sogni e le aspirazioni ma anche
il disincanto e l’estrema delusione
degli Stati Uniti. Il riscatto di Nelson
da nerd dileggiato a eroe passerà
per il Vietnam con uno strascico d’incubi
e fantasmi che si porterà dietro
fino all’ultimo giorno della sua vita.
Con il suo unico talismano: quel nichelino
con impresso il bufalo che
gli ricorda una vecchia scommessa
nel campo scout del 1962. Jonathan
invece, vedrà scorrere davanti a sé
un Paese che cambia, anche se lui
dall’alto della sua posizione non se
ne accorgerà. Come non si accorgerà
di quel figlio Trevor che pure di non
fare lo stesso percorso del padre, si arruolerà
nei Marines e andrà a combattere
in Afghanistan. E poi c’è Thomas,
il figlio che Trevor non ha mai
conosciuto (è morto prima): anche
lui andrà a Chippewa, in quel campo
scout, dove si presume che siano
impartiti dei valori che dovranno servire
per tutta la vita ma che serve solo
a prendere coscienza di essere diventati
più grandi. E anche Thomas
si troverà di fronte allo stesso dilemma:
eroe o codardo in un Paese, gli
Stati Uniti, che non riesce più a trattenere
e nemmeno a comprendere
l’insidioso e sempre più violento lato
oscuro.
IN UN DIALOGO serrato e teso
tra Trevor e sua moglie, Trevor appena
rientrato dall’Afghanistan mette
in guardia sua moglie dal “buio negli
occhi” perché lì che si annida il
male. «Io guardo gli occhi – dice Trevor
alla moglie -. Le persone mentono
con la bocca. Non guardo mai la
bocca». Ma riconoscere il male non è
così facile. Sono tutti personaggi imperfetti
quelli che racconta e descrive
Butler ma sono capaci di raccontare
quel Paese reale, gli Stati Uniti, ormai
così lontano dal sogno americano.
Partendo proprio dal Wisconsin.

Nickolas Butler

Il cuore degli uomini

Marsilio editori, 416 pagine,   19 euro

 

 

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