Archivio mensile:novembre 2014

Libri/29 La trilogia di Costantini come una tragedia greca

Di seguito la recensione uscita domenica 16 novembre su Quotidiano Nazionale (il Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno) sul libro di Roberto Costantini “Il male non dimentica” (Marsilio Editore), ultimo atto della trilogia del Male

costantini

 

 

 

 

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Michele non è più Mike. Sono passati 42 anni dall’estate della sua giovinezza libica e dal mistero dei misteri: chi ha ucciso sua madre Italia? La trilogia del male si chiude con “Il male non dimentica”, dove Michele Balistreri, commissario un po’ imbolsito e acciaccato ma ancora devoto a Leonard Cohen, l’unico che riesce a placare i sobbalzi della sua anima, sembra aver rimosso i fantasmi del passato. Così almeno crede. Roberto Costantini, l’autore della trilogia, gli fa invece fare i conti con quel passato che se anche si sforza non può dimenticare. Perché significa chiedersi chi ha ucciso sua madre il 31 agosto 1969 a Tripoli, su quella scogliera che ogni volta che si riaffaccia nella sua mente è più che un bruciore di stomaco generato dai tanti caffè, è una vera scossa. Nell’ultimo libro della trilogia, rispunta Linda Nardi, giornalista con cui Michele si era abbracciato e poi scontrato nel primo libro. È lei a tessere le fila della prima parte di queste cinquecento pagine e in tutto per tutto può considerarsi una coprotagonista del romanzo di Costantini che fa ripiombare Balistreri nella Libia in piena primavera araba, quarantadue anni dopo l’ultima volta. Costantini ricorda al lettore quel patto di sangue che il giovane Mike aveva fatto a Tripoli con tre suoi coetanei, di cui uno solo è rimasto in vita. Fondamentale per capire anche l’ultimo atto di questa trilogia. Un patto di sangue e sabbia in quella Libia che stava per diventare il Paese di Gheddafi grazie anche all’aiuto di potentati italiani, tra cui il padre di Mike. E il ruolo fondamentale di suo padre nella presa del potere del colonnello che allora sembrava solo un sospetto diventa certezza, confermando la mefitica rete di alleanze che, sullo slancio di quel colpo di stato, è finita col governare, direttamente e indirettamente, l’Italia. Il libro che alterna i diversi punti di vista dei protagonisti e accavalla il passato e il presente (anche per rinfrescare il lettore che aveva letto ormai due anni fa il secondo volume della trilogia) finisce con un funerale che è in qualche modo anche un atto d’amore. Eros e thanatos, amore e morte, come nella più concentrica delle tragedie greche in cui il destino è davvero ineluttabile. E il destino porterà, in maniera risolutiva, Michele a sistemare il passato (a cominciare dalla morte della madre) e il presente della sua famiglia.

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