Archivio mensile:febbraio 2013

Doping, ecco uno che sa di che cosa parla e lo combatte da anni

La mia intervista a Sandro Donati uscita il 19 febbraio 2013 su Qn (il Resto del Carlino-La Nazione-Il Giorno).

Matteo Massi
IL SUO PRIMO libro fu un caso più unico che raro. Uscì nel 1989 e si intitolava «Campioni senza valore». Dopo poco tempo sparì dalle librerie. Alessandro — ma tutti lo chiamano Sandro — Donati non ha mollato la presa. Neanche dopo aver lasciato l’incarico di allenatore della nazionale di atletica. Adesso fa il consulente della Wada, l’agenzia internazionale dell’antidoping. «Il doping c’è, è tra noi, in diverse forme». E alla fine dell’anno scorso ha pubblicato, 23 anni dopo, un altro libro. Il titolo è come una lama «Lo sport del doping» ed è stato pubblicato dal Gruppo Abele Edizioni. Donati, quando risponde al telefono, non è per niente sorpreso dalla scoperta fatta nella villa di Pistorius a Pretoria. Tutti parlano di doping. Molti si avventurano a parlare di anabolizzanti e steroidi. Ma la consapevolezza sugli effetti di queste sostanze chimiche è così bassa da sfiorare l’ignoranza in materia.
Che cosa sono gli steroidi?
«Semplificando molto, sono delle formule chimiche per delle sostanze che riproducono gli ormoni naturali. Nella fattispecie il testoterone — dice Donati —. E i produttori di queste sostanze continuano a sperimentare, potenziando la sostanza per accrescere più in fretta la massa muscolare».
Ma quali sono i pericoli?
«L’uso di steroidi deforma tutte le pareti muscolari, cuore compreso, con tutti i rischi del caso, soprattutto dal punto di vista cardiologico e mi riferisco a infarti o ictus. Inoltre gli effetti sono spesso cancerogeni. La casistica di tumori al fegato o agli organi riproduttivi di chi assume queste sostanze è in costante aumento. L’ultimo pericolo, tutt’altro che da sottovalutare, sono gli effetti di queste sostanze sul sistema nervoso».
Veniamo allora al punto: può l’uso di steroidi aumentare l’aggressività di una persona? È una delle ipotesi arrivate dal Sudafrica per spiegare la reazione di Pistorius.
«L’alterazione psichica è uno degli effetti. Scendendo nello specifico, a seconda della quantità di sostanze assunta, proporzionalmente si ha un aumento dell’aggressività. Ma anche dell’euforia. Entrambe possono essere incontrollabili. E sono chiaramente rischiose per l’assuntore, ma anche per chi gli sta di fianco».
Sono gli stessi effetti di chi assume sostanze chimiche stupefacenti?
«Sì. E l’ultimo aspetto da non sottovalutare è la dipendenza. Nella commissione di vigilanza doping mi sono battuto perché il nandrolone fosse inserito nelle sostanze che danno dipendenza».
E poi c’è il traffico di queste sostanze. I continui sequestri non sono bastati a fermarlo?
«E la lotta deve andare anche in questa direzione, perché il traffico di sostanze dopanti è appetibile anche per la criminalità. E soprattutto chi compra non sono i professionisti. I potenziali clienti sono anche nelle palestre e tra chi fa lo sport a livello amatoriale. Ho fatto recentemente un report per la Wada, spulciando anche le inchieste e i processi, e ho riscontrato che in Italia ci sono almeno 250mila persone che si dopano. L’80% di queste utilizza anabolizzanti e spesso fa sport a livello amatoriale o è un assiduo frequentatore di palestre».

intervistadonati

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